Quella mattina del 28 dicembre 2014, era mattina di tempesta. Onde alte, vento forte, banchi di nebbia e persino qualche intensa nevicata. Dopo essersi scontrata con il mercantile Lady Aziza tre miglia al largo dal porto, la motonave turca Gokbel colò a picco in pochi minuti. Degli 11 marittimi a bordo, cinque morirono compreso il comandante. E uno non è mai stato ripescato.

Quattro anni dopo, il procedimento penale si è chiuso nel primo pomeriggio di ieri davanti al gup Andrea Galanti e al pm Stefano Stargiotti con due anni e 10 mesi di carcere: è la pena patteggiata dal comandante siriano della Lady Aziza per naufragio colposo e omicidio plurimo colposo. Per l’uomo, difeso dall’avvocato livornese Damiano Vaudo, mancava finora il via libera formale: la cosiddetta procura speciale con firma olografa che consentisse al suo legale di potere chiudere tutto concordando la pena con la procura.

Circostanza questa che aveva costretto le parti a più rinvii alla ricerca del comandante siriano. La speranza era magari di poterlo intercettare in qualche porto africano, forse Mogadiscio. L’uomo è stato finalmente trovato in Siria. Il conseguente atto notarile, ha dato mano libera alla difesa. L’entità della pena – ha precisato la difesa – consentirebbe in via teorica all’imputato di potere chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali nel caso un giorno dovesse tornare in Italia. Di sicuro, visto che i familiari dei defunti e i marinai sopravvissuti sono già stati risarciti (non c’erano più parti civili), con il patteggiamento di ieri, la vicenda penale si è definitivamente chiusa. Restano in ballo solo alcune questione civilistiche legate alla assicurazioni e tutt’ora pendenti sia in Italia che in Turchia. La Lady Aziza, battente bandiera del Belize ma con equipaggio interamente siriano, da quel giorno si trova sotto sequestro in Darsena. Più di recente è stata battuta all’asta per 650 mila euro.

Secondo le imponenti e meticolose indagini coordinate oltre che dal pm Stargiotti anche dal procuratore capo Alessandro Mancini, la prua della Lady Aziza, che si stava allontanando dal porto in condizioni meteo assai avverse, andò contro la murata di sinistra della Gokbel, la quale invece stava entrando e che in breve andò a fondo trascinando con sé i marittimi. Illesi all’opposto i nove a bordo della Lady Aziza. Per l’accusa, vi fu un concorso di colpa, per mancata vigilanza, di entrambi i comandanti. Quello siriano è l’unico sopravvissuto: e per questo è l’unico finito alla sbarra.

*Articolo scritto da Andrea Colobari e pubblicato dalla testata “Il resto del Carlino”.