Esenzioni dall’aumento dell’età pensionabile per 15 categorie di lavoratori fino al 2026.

I requisiti al momento indicati dal governo al tavolo sono 36 anni di contributi e avere svolto la mansione gravosa per almeno sei anni continuativi nell’arco degli ultimi sette.

Le 15 categorie per le quali si parla di esonero dall’aumento dell’età per la pensione nel 2019 sarebbero a questo punto: i marittimi, gli operai siderurgici, le maestre d’asilo nido e di scuola materna, gli infermieri e ostetriche del turno di notte, le badanti di persone non autosufficienti, i macchinisti ferroviari, i camionisti, i gruisti, i muratori, i facchini, gli addetti alle pulizie, gli addetti alla raccolta dei rifiuti, i conciatori di pelli, i braccianti agricoli e gli stampatori a caldo.

In tutto si parla di circa 17mila persone. Questi lavoratori dovrebbero dunque continuare ad accedere alla pensione a 66 anni e 7 mesi. Pare tuttavia che gli esponenti del governo siano disposti a discutere anche di ulteriori aggiunte, come quella della categoria degli stampatori a caldo del settore vetro, per dirne una. Tutti gli altri, a partire dal 2019, dovrebbero invece andare in pensione a 67 anni.