Il prossimo obiettivo del sindacato dei lavoratori marittimi USCLAC-UNCDIM-SMACD (Unione Sindacale Capitani Lungo Corso al Comando – Unione Nazionale Capitani Direttori di Macchina – Stato Maggiore Abilitato al Comando o alla Direzione di Macchina) è di farsi riconoscere, nella prossima Legge di Stabilità in discussione ad ottobre, il lavoro marittimo come usurante. Lo ha reso noto il comandante Claudio Tomei, presidente dell’associazione di categoria, nel corso della presentazione della festa dei cinquant’anni del sindacato, che si terrà il 6 luglio a Genova, a Terrazza Colombo (è stato fondato il 6 luglio del 1967).

In Italia sono 30 mila i marittimi di cui, secondo calcoli Usclac, circa 1,800 avrebbero potuto usufruire quest’anno dei benefici concessi a chi è compreso nelle liste dei lavori usuranti. Il lavoratore marittimo vive 24 ore al giorno, per settimane o mesi, su una nave che è sia un luogo di lavoro che di vita collettiva. Il tempo libero lo trascorre quasi sempre a bordo o comunque lontano da casa e lavora spesso in condizioni meteo estreme. La strategia del sindacato punta non soltanto all’aspetto categoriale della questione (il riconoscimento) ma anche su quello della sicurezza della navigazione (un lavoratore riconosciuto lavora meglio).

Nel corso della conferenza stampa, Tomei ha raccontato la storia del sindacato, illustrando in particolare l’attività svolta negli ultimi anni. «Continuiamo la nostra storica lotta per il riconoscimento del lavoro marittimo come usurante, che resta la nostra priorità», afferma Tomei. È stato ricordato che nell’ultimo aggiornamento dell’elenco sono state inserite anche le maestre d’asilo, mentre gli autisti di autobus erano già compresi. «Usclac-Uncdim-Smacd rappresenta i comandanti e i direttori di macchina – continua Tomei – vale a dire le due figure più alte in grado: ma le rivendicazioni che portiamo avanti insieme a Federmanager riguardano tutti i lavoratori che operano a bordo delle navi, dagli ufficiali all’equipaggio: tutti infatti condividono orari disagiati, condizioni di lavoro pesanti, fatica (mentale e fisica), stanchezza e stress».

*Articolo pubblicato dalla testata “Informazioni Marittime Napoli”.