Nonostante le ingenti ricerche, rimangono al momento dispersi i quattro membri dell’equipaggio della Maersk Honam, la nave portacontainer sulla quale, martedì 6 marzo, è scoppiato il grave incendio al largo del Golfo di Oman. Queste le dichiarazioni che arrivano dal Gruppo Maersk.
“Mentre le operazioni di ricerca continuano, le speranze di trovare i nostri colleghi dispersi, stanno svanendo. Siamo in contatto con le loro famiglie e sono consapevoli che con il passare delle ore diminuisce la probabilità di trovare i propri cari ancora in vita. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a loro “, ha affermato Søren Toft, direttore operativo del Gruppo di A.P. Moller – Maersk.
I quattro marinai mancanti all’appello sono due filippini, un sudafricano e un indiano. Inoltre, lo scorso 8 marzo, è giunta notizia del decesso di uno dei marinai tratti in salvo ed evacuati a bordo della nave ALS Ceres, l’uomo non ce l’ha fatta a causa delle gravi lesioni subite in seguito all’incendio. Altri due membri dell’equipaggio, un thailandese e un filippino, a causa del peggioramento delle loro condizioni sono stati trasferiti dalla ALS Ceres e consegnati alla guardia costiera indiana di Trivandrum per ricevere un’assistenza medica. Sono stati accompagnati da alcuni colleghi indiani, anch’essi tra i superstiti, perché possano aiutarli con la lingua locale.
I restanti 19 membri dell’equipaggio a bordo della ALS Ceres sono diretti a Cochin, nel sud-ovest dell’India, dove è stata organizzata un’unità di crisi con medici e psicologi per far fronte alla situazione.
La Guardia Costiera indiana è riuscita a controllare il violento incendio scoppiato tre giorni prima sulla portacontainer mentre stava navigando dall’Asia al Mediterraneo. Le operazioni di spegnimento sono iniziate dopo l’evacuazione della nave, a 390 miglia al largo delle isole Agatti e la Guardia Costiera indiana è riuscita ad evitare il naufragio della nave. Maersk ha inviato sul posto due navi antincendio per verificare le condizioni della Honam e controllare che non ci fossero altri focolai a bordo. L’intervento è stato reso difficile dalla elevata distanza dalla costa della portacontainer.
È ancora presto per stabilire le cause dell’incendio, che sarebbe scoppiato al terzo livello di container, vicino agli alloggi dell’equipaggio. A bordo della nave vi erano 7800 container, pari a 12mila teu, alcuni dei quali (pochi, precisa la compagnia marittima) carichi di merce pericolosa.
La Maersk Honam – varata nel 2017 – è la più grande e moderna portacontainer colpita da un grave incendio, ma non l’unica. Anzi, una serie di eventi simili sta riaprendo il dibattito sulla sicurezza delle portacontainer.
Solo nel 2017, si sono registrati due casi: la MSC Daniela il 4 aprile e la APL Austria il 12 febbraio. Il 21 marzo 2016 avvenne un’esplosione sulla Hyundai Fortune e nel 2013 ci furono altri due gravi incendi a distanza di un solo mese: sulla Eugen Maersk il 13 giugno e sulla Hansa Brandenburg il 19 luglio. Prima della Hanam, la più grande portacontainer colpita dalle fiamme è stata la MSC Flaminia nel luglio 2012.
* Articolo tratto dalla testata online “Il Corriere Marittimo”.