Da tre giorni il sommergibile della Armada Argentina S 42 San Juan non risponde più ai segnali radio. Al momento non è chiara la causa che ha portato alla perdita delle comunicazioni, anche se sono state avanzate diverse ipotesi.
L’unita navale sottomarina, salpata dalla base navale di Mar del Plata, aveva il compito di effettuare una missione di pattugliamento nella Zona Economica Esclusiva per poi giungere al porto di Ushuaia nella Terra del Fuoco. Secondo l’ultimo bollettino del Ministerio de Defensa, il contrammiraglio Gabriel Gonzales, comandante della base navale e dell’area dell’Oceano Atlantico, ha affermato che i soccorsi hanno già controllato l’80% della zona di ricerca, sfortunatamente senza alcun risultato, il ministro Arturo Puricelli ha affermato che sono già preparate le attrezzature e le modalità per un eventuale recupero dalle profondità marine.

Alla notizia della scomparsa del San Juan, numerose nazioni hanno chiesto al Governo di Buenos Aires la possibilità di collaborare nelle ricerche. Una decina di paesi tra i quali: Stati Uniti, Regno Unito, Cile, Brasile e molti altri, hanno rapidamente inviato unità aeree e navali di vario genere. La flotta aeronavale dei soccorsi conta oltre 20 unità. Tra questi fondamentale l’aiuto americano con il moderno pattugliatore aereo Boeing P 8 Poseidon ed il sistema di soccorso SRDRS (Submarine Rescue Diving and Recompression System). Tale sistema di soccorso può permettere il recupero di eventuali superstiti intrappolati nel relitto del sommergibile, una volta rilevato.

Il sommergibile S 42 San Juan, il più giovane dei 3 sommergibili in servizio presso la Armada, è uno dei due classe TR 1700. Costruito in Germania, presso i cantieri Nordseewerke GmbH di Emden, entrò in servizio negli anni 80 (1985) assieme al gemello S 41 Santa Cruz. Si tratta di sommergibili a propulsione Diesel-elettrica in grado di compiere missioni di interdizione contro unità navali sottomarine e di superficie oltre al minamento e controllo al commercio marittimo.

*Articolo di Stefano Peverati pubblicato dalla testata “Secolo Trenitino”.