Soddisfazione nel mondo dello shipping per gli impegni assunti dall’IMO in tema di protezione ambientale. La scorsa settimana, il Comitato marittimo per la protezione ambientale (MEPC), in seno all’IMO, ha adottato una serie di questioni normative inerenti all’ambiente marino che avranno un impatto forte sulla futura struttura del settore marittimo globale.
L’International Chamber of Shipping che rappresenta associazioni degli armatori di tutto il mondo si è dichiarata soddisfatta per i progressi compiuti dall’IMO. Soddisfazione per l’approccio impostato nel piano strategico sulla riduzione della CO2, con l’impegno di seguire l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, e l’adozione delle linee generali di una strategia iniziale per inizio 2018.
L’ICS rileva che le riduzioni di CO2 dipenderanno dallo sviluppo di carburanti alternativi senza fossili. In particolare, l’industria dello shipping ha proposto che le emissioni totali di CO2 del settore del trasporto marittimo non dovrebbero essere più alti del picco del 2008 (anno di riferimento massimo delle emissioni) e che l’IMO dovrebbe concordare con gli armatori una percentuale accettabile entro il 2050. Altro problema discusso è stato quello sulla convenzione delle acque di zavorra.
L’ICS ha accolto con favore la decisione dell’IMO di trattare la data di attuazione della Convenzione sulla gestione delle acque di zavorra, in modo che le navi esistenti, consegnate prima dell’entrata in vigore della convenzione (8 settembre 2017), non saranno tenute ad installare sistemi di trattamento di dette acque fino alla prima verifica dell’International Oil Pollution Prevention (IOPP), cioè a dopo l’8 settembre 2019. Una soluzione di buon senso che permetterà alle compagnie di navigazione di avere più tempo per identificare i migliori sistemi di trattamento delle acque e investire in tecnologia, a tutto vantaggio dell’ambiente marino.

*Articolo pubblicato dalla testata “Il Nautiulus”.